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I SE' CHE VIVONO DENTRO DI NOI: Teoria delle subpersonalità.

Nella psicologia moderna l’idea che siamo fatti da diverse subpersonalità o sé è stata ampiamente riconosciuta, diventando la base d'interi approcci terapeutici.

In questo articolo mi riferirò al sistema di “Voice Dialoge” creato da Sila e Hal Stone.


Al momento della nascita siamo dotati di un sé ancora integro, libero da ogni condizionamento dell’ambiente.

Da bambini impariamo che, per evitare situazioni spiacevoli come non essere accettati o provare dolore, è importante stabilire un certo controllo sull’ambiente.

Lo sviluppo del controllo determina l'evoluzione della personalità e la disconnessione da nostro vero sé.

Durante la nostra crescita questa personalità diventa un sistema di subpersonalità, o sé, ognuna caratterizzata da una particolare energia, atteggiamento o visione della vita.

Cominciamo la nostra esplorazione














ESPLORAZIONE DEI SÉ PRIMARI


Protettore/Controllore: Come suggerisce il nome, egli vuole proteggerci dal dolore controllando l’ambiente, ma in questo modo ci disconnette anche dalla nostra vulnerabilità.

Nel processo di crescita il Protettore/Controllore prende nota delle varie regole provenienti dalla famiglia e dalla società.

Successivamente questo sé prenderà il ruolo di regista, utilizzando altri sé che ci indicheranno più nello specifico come comportarci.


Le prossime personalità che vado a descrivere sono sotto il controllo del Protettore/Controllore

Il Critico Interiore: Come suggerisce il nome il suo ruolo è quello di criticarci, e lo fa prima che possano essere gli altri a farlo.

Solitamente è la voce interiorizzata dei nostri genitori, o di coloro che si sono presi cura di noi, quindi il Critico Interiore diventa quella voce che ci dice cosa fare o non fare.

È anche la voce che critica gli altri, quindi la critica rivolta verso l’esterno diventa un’ammonizione su ciò che è meglio evitare.


Ho scritto un intero articolo sul Critico Interiore, quindi, se vuoi conoscerlo meglio, ti consiglio di leggerlo: Il perfezionismo e la voce del Critico Interiore 


Il Perfezionista: Si tratta di quel sé che stabilisce standard elevati, e pretende che le cose vengano fatte in modo perfetto. Il problema con questi standard troppo elevati è che spesso ci sottopongono a un forte stress, impedendoci di agire.


Il Motivatore: È un sé che ci vuole produttivi, senza permetterci di rilassarci e riposare.

Possiamo sperimentare questa energia se ci fermiamo un momento e pensiamo a tutte le cose che dobbiamo fare.


I mediatori del potere: Il potere è un'energia che trova la sua realtà anche all'interno della nostra psiche.

Si possono riferire a un gruppo di energie/sé che possono includere potere, ambizione, denaro, egoismo e una varietà di altre voci.

Questi sé lavorano al fianco del Protettore/Controllore, infatti l'accumulo di ricchezza o potere diventa qualcosa che ci fa sentire al sicuro.

Questi sé che ho appena descritto sono tutti inestricabilmente intrecciati, e si manifestano in modi e gradi diversi, a seconda della persona.


IL BAMBINO INTERIORE COME SÉ RINNEGATO


Anche il bambino interiore è una delle nostre subpersonalità, fatta da molte qualità, come la giocosità, l'intuizione, la creatività, ma rappresenta anche la parte più vulnerabile di noi stessi che ha registrato tutta l'esperienza emotiva durante l'infanzia.

Questa parte di solito viene attivata durante le relazioni di coppia e influenza il modo in cui reagiamo quando veniamo feriti.

Vista la sua vulnerabilità, il Controllore/Protettore si erge in sua difesa, ma lo fa rinnegandolo, e così facendo ci disconnettiamo da tutte le sue qualità.

La perdita del bambino interiore è una delle tragedie più profonde nel processo di crescita perché ci disconnette dalla nostra sensibilità, quindi gran parte della mancanza di empatia che abbiamo nei confronti del prossimo è una mancanza di connessione con il nostro bambino interiore.


(a volte) CIÒ CHE NON CI PIACE NEGLI ALTRI È DENTRO DI NOI: I SÉ RINNEGATI


Durante il processo di crescita oltre al Bambino Interiore ci sono altre parti di noi che rimangono parzialmente o totalmente escluse dalla nostra vita.

La presenza di un sé rinnegato può essere riconosciuta attraverso intense reazioni emotive, quali antipatia o irritazione, che proviamo verso alcuni tratti degli altri.

I tratti delle persone che ci irritano riflettono alcune energie dentro di noi che non vogliamo integrare.

Sebbene la tendenza principale sia la repulsione,

ci sono casi in cui sentiamo un certo fascino verso le persone che manifestano i nostri Sé rinnegati.


Un indizio per comprendere il nostro sé rinnegato è guardare alla nostra personalità: il nostro sè rinnegato è costituito dall’energia opposta della nostra personalità.

Facciamo un esempio: una persona cresciuta in una famiglia o società conservatrice, in cui il sesso viene considerato un tabù, molto probabilmente tenderà a reprimere la propria sessualità, mostrandosi al mondo con una personalità sessualmente inibita nonché identificandosi con l’essere moralmente superiore.

La conseguenza di questa repressione potrebbe portare allo sviluppo di un sé che desidera fortemente il contatto sessuale.

Nel tentativo di sradicare e reprimere questa energia c’è il rischio di renderla molto più forte, gettandola nell’Inconscio dove è libera di operare oltre il nostro controllo.

È importante portare luce su queste parti di noi, dato che il mantenimento di questi sé nell’inconscio richiede una certa quantità di energia.

In termini Junghiani i nostri sé rinnegati rappresentano la nostra “Ombra”, tema che merita di essere tratto separatamente.

La difficoltà nell’integrare questi sé deriva dalla profonda convinzione inconscia, che trova le sue radici nella famiglia o nella società, che queste energie siano negative.

IMPARARE A SCEGLIERE

SVILUPPANDO UN EGO CONSAPEVOLE


È importante cominciare a rendersi conto che questi sé non sono intrinsecamente positivi o negativi!

Tutto è legato alla capacità di dirigere l'energia attraverso un ego consapevole, in modo che possiamo fare scelte consapevoli su ciò che vogliamo.

Possiamo, semplicemente, riferirci all'ego come alla funzione esecutiva della psiche, o colui che fa le scelte.

Il problema è che questo ego manca di consapevolezza e ha ceduto alla volontà delle varie Subpersonalità che ho descritto, identificandosi con loro. Quindi, la funzione dell'ego diventa una combinazione di Protettore/Controllore, Motivatore, Critico Interiore o Perfezionista.

Pensiamo di essere dotati di libero arbitrio quando in realtà siamo guidati non solo dai sé con cui ci identifichiamo, ma anche da quelli che abbiamo spinto nell’Inconscio.

Sviluppare un ego consapevole può permetterci di uscire dai nostri schemi abituali e di fare scelte che provengono dai nostri reali bisogni.


L’INTEGRAZIONE COME RISOLUZIONE


Il problema sta nella mancanza di consapevolezza e cooperazione tra i vari sé, quindi la soluzione non diventata sopprimerli, ma trovare il miglior modo per favorire la comunicazione fra le parti.

In una società multiculturale non cerchiamo necessariamente di dissolvere in una massa omogenea i diversi gruppi etnici e culturali, ma piuttosto vogliamo favorire relazioni sane tra le varie comunità.

Questo è lo stesso atteggiamento da adottare nei confronti dei nostri diversi sé.


Lo star bene con noi stessi, dipende dalle nostre capacità di leadership interna, da quanto ascoltiamo i nostri sé e ci prendiamo cura di loro, affinché non si sabotino a vicenda.


Letture Raccomandate:

Il Dialogo delle Voci: Conoscere e Integrare i nostri sé nascosti

- Hal Stone e Sidra Stone



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