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Comprendere IFS: Conosciamo il Sistema Protettore

Updated: Apr 11

Questa è la continuazione del precedente articolo intitolato "Cos'è Internal Family System", che ti invito a leggere per comprendere meglio questo.

Qui approfondiremo la comprensione delle parti che appartengono al sistema di protezione.



Prima di conoscere queste parti individualmente, esamineremo la teoria alla base del pensiero sistemico.

Ogni volta che parlerò di sistema, mi riferirò alla persona e la somma delle sue parti interne.


Il pensiero sistemico è un metodo in cui non studiamo ciascuna parte individualmente, ma esaminiamo invece come ciascuna parte interagisce con le altre e come l'ambiente circostante la influenza.

Questo approccio è stato introdotto nel campo della psicoterapia negli anni ’70 dalle emergenti teorie della terapia familiare.


Nell’IFS, il nostro focus è sull’analisi degli schemi relazionali tra le parti e l’impatto che tali relazioni hanno sulla persona, piuttosto che concentrarci sulle caratteristiche di ciascuna parte.





MANAGER


La prima categoria di parti con cui abitualmente interagiamo appartiene al sistema protettivo e si chiama manager. La funzione primaria di un manager è quella di mantenere disattivato il dolore emotivo dell'esiliato, mantenendo la persona sotto controllo nelle relazioni e nella vita in generale.


I manager sono le parti che aiutano le persone a funzionare nella loro vita quotidiana e ad adattarsi all’ambiente che le circonda.


Uno dei tratti chiave dei manager è rendere la persona socialmente accettabile, facendole adottare convinzioni, valori e pregiudizi della società.

Due delle voci di fondo che caratterizzano i manager sono l'autocritica e il perfezionismo: la speranza è che essendo perfetti e accettati dal prossimo non si attivi alcun sentimento di rifiuto.


È essenziale comprendere che diversi tipi di manager appaiono in situazioni e circostanze diverse.


Potrebbe esserci un manager che si sforza affinché la persona ottenga successo, ricchezza, o progredisca nella carriera; in questo caso, il raggiungimento di tale posizione di potere potrebbe permettergli di compensare particolari emozioni come vergogna, paura e tristezza.

Potrebbe esserci un manager che fa il contrario, rendendo la persona passiva, apatica o pessimista affinché rimanga nella sua zona di comfort, facendole evitare di prendersi dei rischi, che potrebbero suscitare un senso di fallimento qualora le cose vadano male.


I manager possono utilizzare ansia e preoccupazione come meccanismi per anticipare i problemi, in modo da essere preparati, ma ciò non gli permetterà di vivere una vita appagante; d’altro canto potrebbero minimizzare i problemi per evitare lo stress, ma lo svantaggio è che il problema potrebbe peggiorare nel lungo termine.


I manager tendono a controllare le relazioni interpersonali in vari modi. Alcuni scelgono di mantenere le distanze risultando freddi, mentre altri potrebbero cercare di piacere agli altri a ogni costo; in entrambi i casi tali attitudini possono impedire di stabilire connessioni più profonde e intime.


Possiamo riconoscere diversi manager, che in diversi ambiti della vita agiscono in modo diverso, ma condividono tutti un obiettivo comune: tenere lontani i sentimenti di vulnerabilità degli esiliati.


POMPIERI


Quando il lavoro dei manager non è sufficiente e i sentimenti più vulnerabili degli esiliati vengono attivati, entreranno in azione le parti protettrici chiamate pompieri.


Nello stesso modo in cui i pompieri nella vita reale spengono l'incendio e salvano le persone, questo tipo di protettore reagisce in casi di emergenza, in cui il lavoro dei manger non è servito.


I pompieri sono determinati a proteggere il sistema dalle emozioni degli esiliati a ogni costo e tendono ad agire in modo impulsivo, reattivo e sconsiderato.

Sebbene il loro obiettivo sia lo stesso dei manager, i loro metodi spesso sono in conflitto con quelli di quest’ultimi; spesso la loro funzione protettiva non viene apprezzata.


I manager sono socialmente accettati, mentre i pompieri no, a causa del modo in cui cercano di proteggere la persona; agiscono senza considerare l’impatto negativo sulla salute della persona e sulle relazioni.


Le strategie principali utilizzate sono la lotta, la fuga, il congelamento o dissociazione.

Possono intorpidire la persona o dissociarla dai suoi sentimenti attraverso sostanze, attività o distrazioni; utilizzano sostanze quali alcool, droghe, sesso, cibo, l’uso compulsivo dei social media o qualsiasi attività che aiuti la persona a disconnettersi da ciò che stà vivendo.


In una relazione i pompieri possono rendere la persona molto aggressiva quando si sente attaccata, oppure potrebbero tagliare i ponti con certe persone.


La terapia tradizionale vede il comportamento dei pompieri come patologico; l'IFS riconosce l'intenzione positiva di proteggere qualcosa.

L'obiettivo finale rimane la riconnessione con il Self, che è l’unico elemento nell’interiorità della persona in grado di aiutare l'esiliato.


Un esempio estremo di come agiscono i pompieri è il suicidio: il dolore della persona è così insopportabile che l'unica opzione disponibile diventa quella di togliersi la vita.



ESEMPI DI INTERAZIONI


Manager e pompieri hanno un obiettivo in comune: proteggere il dolore emotivo degli esiliati.


Facciamo un esempio:

Immagina di essere in una relazione. Potrebbe esserci un manager che ti spinge a compiacere il prossimo per essere accettato; se questa strategia si rivelasse non sufficiente e iniziasse a emergere un senso di rifiuto, potrebbe intervenire un pompiere che ti fà tagliare i ponti con quella persona.


L'interazione tra queste due parti non è sempre lineare, ci sono persone in cui un particolare protettore è più dominante.


Ci sono persone il cui sistema è dominato dai manager, mentre per altre persone, che hanno tendenze compulsive, problemi di dipendenza o che non riescono a gestire la propria rabbia, il sistema dominante è quello dei Pompieri.


Quando intraprendiamo questo lavoro interiore è fondamentale essere rispettosi e apprezzare il lavoro svolto dalle nostre parti protettrici.

Anche se possono mostrare comportamenti disfunzionali, dobbiamo ricordare che i loro sforzi ci hanno permesso di sopravvivere fino a ora.


Queste parti protettrici si sono formate in tenerà età, quando non avevamo gli strumenti necessari per valutare ciò che poteva essere giusto e cosa no.


Pertanto sarebbe controproducente incolpare queste parti per il loro lavoro, invece di riconoscerne gli sforzi, poiché ciò potrebbe portare a una ulteriore alienazione interiore.

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